SETTE

 

Quando puoi far infuriare

tempesta,

perchè scegliere altro?

 

Perchè mai dover scegliere

cosa coltivare?

Bontà, anima, ossa, violenza, ragione,

allora, in che ti vuoi specializzare?

 

Se vuoi fare l’attore

ed imparare l’arte del mondo

non puoi dare il dottore

e curare chi hai intorno

 

Stai accorto

 

E se l’arte non paga

e la scienza sociale è funesta

puoi fare l’imbianchino,

ma il lavoro manuale

degrada

 

Allora farò l’aviatore…

ma dove sono le stelle?

 

Le ha tirate giù Erdogan

perchè i Kurdi spaesati

ci lasciassero la pelle

 

E la pelle ce la lasci anche tu

la tua pelle all’aroma di vino,

vino bevuto da labbra gentili

da labbra di baci

 

Bevo con te,

bevono con te,

bevono di te,

bevono tutto

e non lasciano nulla

 

E quando è buio

chiudi gli occhi affinchè sia ancora più buio

e pensi

e ti menti

e gli menti :

“erano altri i bei tempi”

 

Ora è paranoia stantia,

la ricerca dei consensi :

Ti piaccio? Mi piaci? Mi baci?

Romeo è inchiodato al muro

penzoloni

alla cravatta di Giulietta

 

Attenzione messere, ci sono le elezioni!

Il cartomante predice la vittoria del PD

perchè a votare PD, dicono

siamo tutti migliori

è sinistra dicono, ma non troppo

è il giusto mezzo

liberale, dicono

il giusto oppio

 

Stai accorto

 

 

Ed anche oggi si dorme domani. Bella zi. La fine di un’epoca, che le epoche poi, alla fine, non finiscono mai.

> La scala della fuga, di Joan Mirò 

 

 

 

 

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