BASE

Se siedi a fianco a me
ti mostrerò :
c’è vita oltre il confine
incastonata tra le linee
di libeccio e di grafite

E neanche lo scirocco
ci potrà fermare
se non ci ferma
tutta questa gente
arrapata arrogante supponente
che pretende cose ad agosto
in riva al mare

non voglio essere una pedina
in questo folle gioco
non voglio vendere all’asta
Il mio tempo
non mi voglio alienare

e non c’è altro che pretendo altro

Se siedi qui vicino a me
Ti mostrerò :
se il meccanismo non inceppa te
tu lo puoi inceppare

Oltre il confine
è la grafite,
è la pigmentazione del tramonto
a comandare

E se al potere è la bellezza
Forse c’è nuova speranza
Anche se solo in un mondo
oltre i confini
Anche se solo in un mondo
Di Vento e carta :
fondamenta indipendenti per creare
Siediti qui vicino a me
Creiamo insieme
Siamo vita oltre il confine
Fiori che sbocciano
tra acciaio e dinamite
concime : linee di libeccio e di grafite

 

> Quadro di Renè Magritte, “Golconda”

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LE MANI E LO SPAZIO-TEMPO

l'abbraccio

 

Quando sei così assorto

le mie mani

non ti sanno più toccare

 

Sentono tè e porcellana calda

quando fuori è freddo

ed i finestrini si appannano

solamente a parlare

 

Quando piove, invece

le mie mani vanno in barca

e giocano all’estate

e accarezzano le sfumature

di tempi da ignorare

 

Le mie mani sono acrobate imprecise

sui tuoi fili dei pensieri,

quando sei così assorto

non li sanno districare

 

Ridono ed inciampano

ricadono e si alzano,

le mie mani imbarazzate

non ti sanno più toccare

 

Ma tu dimmi

di che pianeta sono queste guance

che non riesco a decifrare?

 

 

 

> Quadro di Egon Schiele, “L’Abbraccio”

SETTE

 

Quando puoi far infuriare

tempesta,

perchè scegliere altro?

 

Perchè mai dover scegliere

cosa coltivare?

Bontà, anima, ossa, violenza, ragione,

allora, in che ti vuoi specializzare?

 

Se vuoi fare l’attore

ed imparare l’arte del mondo

non puoi dare il dottore

e curare chi hai intorno

 

Stai accorto

 

E se l’arte non paga

e la scienza sociale è funesta

puoi fare l’imbianchino,

ma il lavoro manuale

degrada

 

Allora farò l’aviatore…

ma dove sono le stelle?

 

Le ha tirate giù Erdogan

perchè i Kurdi spaesati

ci lasciassero la pelle

 

E la pelle ce la lasci anche tu

la tua pelle all’aroma di vino,

vino bevuto da labbra gentili

da labbra di baci

 

Bevo con te,

bevono con te,

bevono di te,

bevono tutto

e non lasciano nulla

 

E quando è buio

chiudi gli occhi affinchè sia ancora più buio

e pensi

e ti menti

e gli menti :

“erano altri i bei tempi”

 

Ora è paranoia stantia,

la ricerca dei consensi :

Ti piaccio? Mi piaci? Mi baci?

Romeo è inchiodato al muro

penzoloni

alla cravatta di Giulietta

 

Attenzione messere, ci sono le elezioni!

Il cartomante predice la vittoria del PD

perchè a votare PD, dicono

siamo tutti migliori

è sinistra dicono, ma non troppo

è il giusto mezzo

liberale, dicono

il giusto oppio

 

Stai accorto

 

 

Ed anche oggi si dorme domani. Bella zi. La fine di un’epoca, che le epoche poi, alla fine, non finiscono mai.

> La scala della fuga, di Joan Mirò 

 

 

 

 

SEI

 

Distillato d’odio purissimo

cola dai denti dell’umana serpe

deturpata nel viso

delle ormai use esplosioni

 

S’è assuefatta al tonfo profonfo

dei corpi che ad ogni ora

cadono su di lei,

ormai cieca d’inerzia

 

Diventa sorda per non impazzire

ma ormai muta perfino a se stessa,

impazzisce

 

Con la sua pelle

faranno una borsa,

mentre fuori le strade si sgretolano

sotto il peso di gabbie nascoste .

 

Funziona così

l’accurato meccanismo

di quotidiano supplizio.

 

>Storia di come la coscienza appassisca. E’ un processo semplicissimo : sovraccarico, negazione ed implosione. L’ implosione può essere costruttiva, tutto sta nel gestire come implodi.

>Immagine tratta dal film di David Cronenberg, ispirato al romanzo “Pasto nudo “dello scrittore statunitense William S. Burroughs.

CINQUE

 

C’era un letto

in un prato affollato

anzi,

non c’era nessun letto

e nel prato

forse

c’eravamo solo noi

 

E c’erano tante stelle

a elettrizzare il cielo di Marzo

anzi,

forse non ce n’era nessuna,

però c’era tanta

tantissima luce

 

E c’era così tanta bellezza

che l’aria risuonava

di musica leggera

 

E non mi sarei stupita

neanche se dal cielo

avessero iniziato a piovere

dischi volanti o benedizioni

 

Perchè tutto è possibile

quando hai

il mondo come letto

il cielo come tetto,

quando i sogni sono vivi

e puoi stringerli forte al petto

 

 

>Storia di una mattinata (molto poco) banale a Villa (molto poco) Borghese, Roma

>Quadro di Marc Chagall, Over the town

QUATTRO

Critica al libero arbitrio 

 

Su, fammi mostrare qualcosa

un po’ di mercanzia,

che siano tette sode

o l’ultimo acquisto in libreria

 

Su, fammi mostrare qualcosa,

e poi dimmene il valore

e poi dimmi se ti impressiono

con questa roba

che non è mia.

 

Sei il prodotto delle tue scelte. Le tue scelte sono prodotte dalle circostanze. Non hai controllo sulle circostanze. Le tue scelte sono frutto del caso. Tu sei il prodotto del caso.

 

> Copertina di “Porno”, libro di Irivine Welsh